3Lug

Un sistema basato sul rimprovero

”Bello il tuo prodotto, eccezionale il tuo servizio”
”Grazie ma per questo ti farò pagare di più e ti darò di meno!”

Ultimamente facevo i complimenti ad un’azienda per dei suoi servizi. Dopo averli fatti, per ‘ringraziare’, mi hanno subito ricambiato con un bel disservizio! La mia associazione può sembrare ironica ed esagerata, ma è stata una mia reale recente esperienza. E per quanto potrebbe sembrare casuale, vi assicuro che il nostro sistema ha delle dinamiche che oserei definire ‘malefiche’.

Questo mi fa pensare che riconosciamo e agiamo solo motivati da rimproveri. Complimenti e smancerie sono alla mercé dei poveri illusi che, come me, sognano di vivere in un posto dove la riconoscenza procede di pari passo con l’evoluzione social economica.

Il rimprovero come unico metodo educativo

Da piccoli a scuola ci correggevano con la penna rossa gli errori. Il feedback è stato sempre una sorta di rimprovero, e l’attenzione ovviamente veniva posta solo ed unicamente su quello che poteva essere sbagliato.

I genitori hanno continuato poi a sgridarci e punirci, perché non dovevamo fare una determinata cosa. Motivo per il quale, abbiamo metabolizzato il rimprovero come unico metodo educativo. Tutto il nostro sistema è focalizzato nel vedere quello che non va bene, le diversità, gli sbagli (se così vogliamo continuarli a chiamare).

La morale è che siamo sempre stati puniti per i nostri errori, dando per scontate le cose fatte per bene. Un po’ la supercazzola educativa di mio padre quando era più giovane:

Nino, se fai le cose per bene non hai fatto niente di che, ma se sbagli sei un coglione.

Mi ricordo di una vecchia storia a tal proposito

Una brava conosciuta signora, che non era mai andata in chiesa, si reca dal vecchio sacerdote della parrocchia locale per essere confessata ”Padre, sono onesta, non rubo, ho sempre lavorato e rispettato gli altri. La mia esistenza ha riflesso i grandi valori ereditati dai miei genitori. Per questo immagino che non mi sarei nemmeno dovuta confessare, cosa mai avrei potuto fare di male?”

Il sacerdote, scocciato con un’aria smarrita, incrociando le braccia rispose ”Figlia, cosa hai mai fatto di bene?!”

Questa storia è proprio alla base della mia riflessione e della vecchia zoppiacante morale di mio padre. Base dell’atteggiamento pessimista e negativo. Fino a quando ci focalizzeremo su quello che non va, niente mai andrà bene. Per inverso, quando ci sforziamo di vedere il buono, il rimprovero si trasforma è tutto diventa più bello in un clima formativo.

Le persone evolute lo chiamano feedback a sandwich

Focalizzarsi prima su quello che va bene, rafforzando il rapporto e creando i presupposti di fiducia generale. Successivamente, dopo il feedback ‘rafforzativo’ si può procedere, con tatto ed empatia, al rilascio del feedback ‘migliorativo’. Ben diverso da quello che accade di solito, criticare la persona oggetto del feedback, minando la sua sicurezza personale, facendo così scattare le dinamiche dell’essere permalosi e della naturale difesa. Annullando qualsiasi tipo di comunicAzione.

Esempio di un feedback dato ad una persona che con irruenza e maleducazione sta esprimendo i suoi principi: ”Mi piace quella determinata cosa che hai detto, condivido tutti i tuoi principi, e per passare la bellezza del messaggio che stai esprimendo, proverei a riformulare il tutto in questo modo…”.

Attenzione però, questa non è manipolazione, ma voglia di comunicare. Bisogna veramente saper apprezzare gli altri per essere efficaci nel dare un feedback.

Se comunicare farà rima con amare, allora diventerete delle persone carismatiche.

Basta con i rimproveri, ne abbiamo avuti fin troppi.

Sforziamoci di curare la comunicazione personale ed il nostro passaggio terreno sarà una bella villeggiatura sponsorizzata dalla consapevolezza.

Adesso è proprio tardi, torno ad apprezzare quanto di bello le persone hanno sempre e comunque da donarci. E ti ringrazio per aver letto, fino alla fine, anche questa mia ennesima riflessione.

A presto, che non sia tardi!

[pezzo consigliato dopo la lettura]

 

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