13Apr

L’evoluzione di uno che correva a casaccio

Quella che vi sto per raccontare è la storia di un ragazzo che correva a casaccio. Una storia di possibilità, la corsa come metafora della vita, possibilità che tutti noi abbiamo a disposizione…

Il ragazzo di cui vi voglio raccontare aveva sempre odiato correre. Correva proprio a  casaccio. Scoordinato, a scatti, senza tecnica, sporadicamente e per pochi km. Lo faceva solo perché ne capiva l’utilità ed era un grande cocciuto. Sì, amava fare le cose difficili, rassicurato del fatto che:

le cose difficili, sono difficili prima di diventare facili.

Nei pochi giorni mensili in cui ‘il corridore a casaccio’ andava a percorrere i suoi scarsi 8/10km, la mattina presto, nel bellissimo lungomare della sua città, incrociava sempre un signore che capeggiava un gruppo di runners. Era attratto da quella persona che manifestava nelle sue movenze esperienza e determinazione. Fino a quando, un giorno in cui quell’uomo era solo, decise di chiedergli di correre insieme.

La scelta

Quel giorno fu determinante, con la fiducia di chi capisce che sta facendo la scelta migliore a disposizione, il ragazzo decise di correre a prescindere dalla difficoltà del percorso propostogli. Tanto che non volle sapere nemmeno le caratteristiche del tragitto da fare, correndo dietro quella che stava per diventare la sua guida. Per intenderci, il percorso era un collinare di quelli che, il ragazzo, avrebbe fatto solo con la sua macchina a quattro ruote motrici in un orario poco trafficato.

Per undici giorni continuò a seguire quella persona ed il suo gruppo carico di consigli, metafore e consapevolezza. Nonostante le gambe gli facevano male ed il suo corpo voleva riposarsi, tutti i giorni alle 6 di mattina continuava ad incontrare quelle persone per correre verso posti speciali. Collinari mai visti, ripetute spacca polmoni, lunghezze che lo facevano inorridire al solo pensiero di farle.

Impossibile, che brutta parola.

Quel ragazzo oggi ha fatto la mezza Maratona dei Fiori (21,0975 chilometri), decidendolo all’improvviso ieri sera dopo una telefonata di una cocciuta persona del gruppo con cui correva tutte le mattine. Anche se il tempo fatto (01:42:55) non è quello di cui un runners potrebbe vantarsi, quel ragazzo che sono io, ha dimostrato a se stesso di poter fare una cosa che 11 giorni fa avrebbe ritenuto impossibile.

Ma come recita la famosa pubblicità ‘impossible is nothing‘.

Credete nelle possibilità, spaccatevi la schiena e dimostrate all’avversario più duro che avete di potercela fare. Quell’avversario siete voi stessi e le vostre convinzioni limitanti su quello che credete sia possibile. Le stesse che non vi hanno fatto esprimere ancora il vostro vero potenziale. Quella terribile voce che vi ha urlato nelle orecchie per troppo tempo ‘non sei capace, non sei all’altezza, lascia perdere’.

Basta a raccontarvi le stronzate, rompetevi il culo. E quando questo vi farà veramente male, potrete girarvi e sorridere, perché avrete lasciato tante persone dietro di voi.

Corri se vuoi correre, lotta se vuoi lottare, affannati e non mollare, la tua Determina-Azione colmerà tutte le tue carenze. Volere è potere, e se non ci riesci devi solo volere di più.

Torno ora a correre, il mio avversario si chiama Nino, è un maledetto testardo.

Grazie Claudio, Massimiliano, Nicola, Michele, Virginia e la Pescara Runners.

A presto, che non sia tardi!

 

[pezzo consigliato dopo la lettura]

 

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