26Ago

Scappare dall’Italia

Da tempo che sento, oltre il risonante lamentarsi in generale, di persone che vogliono scappare dal nostro paese.

Conosco un modo per trovare il posto migliore dove andare a vivere…

Il tuo paese ideale

Ammetto che anche io mi sono sempre fatto tante domande, cercando continuamente il paese ideale per vivere. Devo confessarti però, che solo da poco, alla soglia dei miei trentacinque, ho capito che non esistono posti oggettivamente migliori di altri. Poiché un paese, come una macchina o un vestito (deformazione personale), per piacerti deve soddisfare i tuoi bisogni soggettivi e ‘calzarti’ addosso.

Il mio invito è quello di capire cosa di importante un paese debba avere per te, cercalo accuratamente e pianifica l’eventuale espatrio – una supervisione preventiva è sicuramente indispensabile. Non valutare qualcosa per il feedback di qualcuno, magari anche molto diverso da te, che dopo una vacanza all inclusive ti ha detto ‘quel posto ci andrei a vivere’. Sì, ma non con i soldi miei..

Inoltre, prima di snobbare il nostro caro paese e andare a fare i peggiori lavori che non faresti mai in Italia, fatti le giuste domande. Un lavoro che reputi di merda nella bella penisola, non cambia se lo nomini in inglese in altri paesi. Un lavapiatti è sempre un lavapiatti, comunque tu voglia chiamare la cosa. E poi, se non trovi lavoro nel paese in cui parli la madre lingua, hai contatti, parenti e radici, perché mai dovrebbero filarti all’estero? Illusioni, spesso grandi illusioni.

Il viaggio è nella nostra testa

Nel 2010 sono tornato negli USA,  pernottando a casa di persone che non conoscevo tramite un portale americano con iscritti dal concetto di ospitalità molto sviluppato. L’ultima tappa è stata S.Diego di cui mi sono praticamente innamorato.

La coppia che ospitava me e la mia compagna (attuale moglie), era composta da una simpaticissima abbondante Filippina di circa trentacinque anni e di suo marito Indiano di venticinque. Vi parlo di questa esperienza perché dopo quindici giorni passati sempre insieme a Lovela ed il marito, ho avuto un grande insegnamento. La coppia, oltre ad ospitarci gratuitamente, si prodigavano nel farci vedere e provare le specialità del posto. Allora, da ‘buon’ italiano diffidente, chiesi a Lovela perché tutta quella disponibilità in cambio di nulla – il loro ospitarci infatti non prevedeva lo scambio di nessun tipo di servizio bene o favore. La risposta di Lovela fu sbalorditiva: ‘perché ogni volta che faccio scoprire la mia città la rivivo da turista e me ne innamoro come la prima volta!’. Potete immaginare quanto stupore provai nel sentire quelle stupende parole cariche di un significato, per me, molto evoluto.

Viaggiate, provate, sperimentate e capite cosa vi fa star bene e di quanto avete veramente bisogno. Ma la cosa più importante è quella di non scappare, non si scappa da nessuno se non da se stessi.

Il viaggio è nella nostra testa. Cercate le opportunità, riscoprite la vostra città, il vostro paese, cambiate prospettiva e alzando la testa in alto vi ritroverete a notare palazzi sconosciuti, contesti mai visti e di colpo sarete in vacanza.. sotto casa o sul posto di lavoro!

Ritorno ora da una vacanza che non termina mai, la mia vita.

A presto, che non sia tardi!

[pezzo consigliato dopo la lettura]
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