1Mag

A.A.A. Cercasi Privacy disperatamente

”Perché prima non mi hai risposto in chat?”
”Non ero mica connesso”

”Non mi prendere per il culo, eri attivo”
”Sì, lo sai che sono attivo, ma non mi riferisco alla mia presenza online.. Comunque, ti giuro che prima non ero connesso”

”Eccoti uno screenshot dove si vede che prima eri attivo, stronzo!”
”Capisco, e il prossimo screenshot fattelo al cervello.”

Privacy e libertà di azione dove siete andati a finire?

Ti sei mai chiesto dove sia andata a finire la tua privacy? Ti senti libero di sconnetterti e non esserci quando ne hai l’esigenza? Se non te lo sei chiesto e non ti senti più veramente libero è perché ti sei dimenticato di poter avere un tuo profilo privato ed essere sconnesso. Certo, potresti  comunque sparire dal mondo virtuale, buttare nel cesso il tuo nuovo smartphone, cancellarti da tutti i social, non utilizzare nessun tipo di localizzazione e soprattutto smetterla di condividere pubblicamente tutto quello che fai. Oppure, l’unica alternativa plausibile è quella di trovare dei compromessi. Per chi, come me, da una grande importanza al tempo e alla privacy, bisogna controllare la propria ‘tracciabilità online’, limitando il terrorismo psicologico di quelli che io chiamo psicopatici da connettività.

Psicopatici da connettività

La tecnologia, che io tanto amo, da una parte ha ridotto le distanze tra noi esseri connessi, e dall’altra, distrutto il concetto di privacy e limitata la nostra vera libertà. Mi sono accorto che ci sono tante persone che pretendono standard elevati di connettività, qualunque essa sia. Mi spiego meglio, persone che reclamano la nostra continua reperibilità.

Ultimamente sono stato ripreso da amici che hanno contestato la mia tempistica nel rispondere su whatsapp, ignorando il fatto che ho disattivato volontariamente le notifiche di tutte le applicazioni sul mio smartphone. Sono io che devo sempre scegliere a chi destinare la mia attenzione, per le urgenze poi, ci sono sempre le vecchie care ma sempre più rare telefonate..  Come sono stato rimproverato nell’ironica anticipazione di questo articolo. Per non parlare di clienti che hanno approfittato della mia connettività e di spazi personali per voler risolvere loro problemi. Egoisti, insensibili e maleducati.

Ma ci rendiamo conto a che livello siamo arrivati? Quanto ci condiziona il nostro essere sempre connessi e disponibili? Soprattutto quando il nostro profilo pubblico è una obbligata conseguenza per mantenere rapporti che diversamente non ci sarebbero. Siamo noi a scegliere cosa come e quando, o sono gli altri – gli psicopatici da connettività – a decidere per noi?

Mi piace credere di essere sempre il fautore della mia libertà, di poter scegliere ogni volta, di esserci o non esserci di fare o non fare.

Il mio è un invito alla riflessione, stiamo dando tutto per scontato,  ma quando dai tutto per scontato, la tua stessa vita diventa scontata. La privacy, il tempo e la libertà, sono quanto di più prezioso abbiamo. Pertanto, prima che sia troppo tardi, scegliete, scegliete sempre.

Adesso è proprio tardi, torno ad inviare i miei dati sensibili ai vari Social e comunicare attraverso i cookie tutte le mie preferenze per essere poi spammato a dovere. Mi farò localizzare dalle varie app, ufficializzando il tutto con un bel check in foursquare. Cinguetterò quello che sto facendo, instagrammando chiaramente il mio ultimo selfie. In fine, aumenterò conseguentemente il mio klout score e poi, tornerò ad incazzarmi per aver perso la mia privacy!

E tu?

A presto, che non sia tardi!

[pezzo consigliato dopo la lettura]

 

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