9Nov

Crisi? Sì, grazie!

Incontro sempre più spesso imprenditori usciti o in procinto di farlo da un settore, o dal mercato stesso…

Il buffo è che riscontro sempre la presunzione di voler fare quello che una volta funzionava,
aspettandosi vecchi gloriosi flussi di cassa.
Se i conti non tornano è da folli, come diceva il grande Einstein, aspettarsi diversi risultati!

Si parla di crisi quando si fatica a comprendere e a governare le trasformazioni in atto.

Che tu sei un dipendente o autonomo sappi che le cose sono cambiate da tanto ormai.

È finito il tempo del lavoro sicuro, il tempo dei raccomandati, il tempo di imprenditori che avevano a che fare con clienti disinformati da spennare.

È arrivato il tempo in cui non abbiamo limiti per cercare lavoro ed espandere business, le opportunità e la competizione globale stanno facendo la selezione naturale tra chi soffre la crisi e chi vince questa (benedetta) Crisi.

Per le persone che non possono autonomamente provvedere a se stesse c’è lo stato sociale, per il resto, se Crisi significa adattarsi al cambiamento e combattere con sacrificio per emergere in un paese narcotizzato dalla politica e dalle caste , io rispondo: Si grazie.

E tu, come rispondi a questa Crisi?

 

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3 comments

  1. La crisi esiste soltanto per chi vuole adagiarsi su di essa. In questo modo ha sempre la scusa pronta: se non trova lavoro, è colpa della crisi. Se non ha successo, è colpa della crisi. Troppo facile. E’ molto meno facile invece rimboccarsi le maniche e dimostrare il contrario 😉

    Vale

  2. Finalmente, sempre più persone lo stanno capendo. Un fondo di verità però c’è: se le persone credono che “c’è crisi”, l’economia va a rotoli (l’ha dimostrato Keynes). D’altra parte, in Italia ogni giorno girano tanti di quei miliardi che prendersene una parte non è così difficile.

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