18Ott

Ti prego perché?

Signore ti prego affinché..

Sì, hai capito bene Signore, ti prego perché voglio qualcosa in cambio, sono un essere umano e non faccio niente per niente. Se non mi darai quanto ti ho richiesto in questa vita non preoccuparti, io sono un tuo fedele, ma quando non avrò più respiri da fare, ricordati di quel viaggio all inclusive per il paradiso che mi promettesti.

Io voglio sempre qualcosa da te, altrimenti passo alla concorrenza o meglio, su wikipedia ho letto di una nuova religione dove sono io Dio, quindi già è tanto se ti lascio la leadership.

Losing my religion

Partiamo dal significato etimologico che io amo personalmente conferire alla risonante ‘Religione’ > da Re-ligare >> Legare ad un Re. Penso che la base su cui si fonda la preghiera è proprio sbagliata, ci porta l’attenzione su quello che manca, su quanto pensiamo di aver bisogno. Legati ad un Re, ci perdiamo nel culto e creiamo tumulto.

Fino a quando sarò focalizzato sulle mancanze e sul voler soddisfare i miei tanti bisogni, passerò una vita da bisognoso, mancherà sempre qualcosa, una vita infernale. Una vita infernale in attesa del paradiso, divertente paradosso.

Allora mi chiedo, perché mia madre invece di indottrinarmi a fare il segno della croce, oltre che di pregare a vanvera non mi ha semplicemente insegnato a ringraziare? Ringraziare il fato, la natura, il Signore o chi per lui.

I motivi per ringraziare sono talmente tanti che non bisogna nemmeno soffermarsi a pensarci per individuarli. Il tuo esserci è il primo e basterebbe per condurre una vita di significato senza rincorrere religioni strutturate per manipolarti, creare differenze, odio e fazioni.

Non sono io a decidere, non sono io responsabile di quello che succede a me e nel mondo, ma è il volere del Signore.

Sia quindi fatta la tua volontà perché io non posso volere, non sono degno, sono solo un peccatore, ho mangiato una mela è il Signore del Monte ha detto NO.

E’ inevitabile domandarsi perché così tante persone credono nelle religioni create dall’uomo. Semplice, perché è più facile spostare la responsabilità a qualcuno o qualcosa rispetto lo sviluppare la capacità di essere Abili nel Rispondere alla vita. La consapevolezza della possibilità di vivere una sola volta e morire definitivamente. Abili nell’apprezzare quanto ci è stato dato, lungimiranti nel vedere che viviamo per sperimentare ed evolverci. Rispondere.

Mi viene da correlare un credente che brama riscatto nella preghiera e nel suo essere devoto a chi dona per accrescere il proprio ego, beneficienza a subdolo pagamento. Ma con ciò non giudico i credenti, i benefattori o le religioni se queste poi portano veramente a qualcosa di concreto, il fine giustifica i mezzi. E poi, In pochi hanno bisogno di essere consapevoli.

Forse aveva proprio ragione wikipedia, siamo noi stessi Dio.

Aiutati quindi che Dio ti aiuta, ma se tu stesso sei Dio, aiutati da solo e non rompere i coglioni.

A presto, che non sia tardi.

ps > Se pensi che io sia stato blasfemo ti chiedo scusa e ti autorizzo ad offendermi pubblicamente, sono un Dio buono ma non ti approfittare della mia clemenza.

Share this Story

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*

© Copyright 2013, Tutti i diritti riservati