20Mag

Ucciso dai Social

Ti senti di passare troppo tempo sul web? Frustrato del tempo che perdi per le tante connessioni?

Conosco una persona che passava le intere giornate tra i vari Social, ti racconto la sua storia…

 

..lui, quella persona, scriveva fiumi di parole senza punteggiatura. Monologhi ipnotizzanti, condivisioni allucinate, striduli, cinguettii, stati d’animo insignificanti e chat sempre attiva a qualsiasi ora del giorno.

Le notifiche del cellulare erano diventate sempre più forti e frequenti. Doveva essere aggiornato in ogni momento e rispondere subito a tutti. Il suo ego cresceva inversamente proporzionale alla sua vita reale. E’ morto.

Vivi fuori, morti dentro.

Postate per vanità di vite eccitanti, viaggi entusiasmanti, amici interessanti, pasti abbondanti, vittorie claudicanti. Adoro le rime, ma solo se provengono dalla mia neurologia. Poi, vi incontro in un locale e non avete niente da dire, niente da fare. Siete troppo preoccupati a catturare un momento che non state vivendo ma che farete credere di aver vissuto.

Qualcuno avrà pure capito che il vostro ostentato mondo, incorniciato di selfie  e supercazzole di quanto lo avete grande non frega poi a nessuno?

Sento parlare spesso dei postumi della tecnologia, dell’iperconnettività, multitasking, assuefazione dal web. Sono appena tornato da un incontro sul web di due giorni, dove su venticinque partecipanti, ventiquattro – io escluso – erano continuamente ipnotizzati da qualche schermo luminoso.

Premetto che adoro la tecnologia, il solo pensiero di essere connesso è qualcosa di incredibile. Talmente futuristico che quasi letteralmente lasciamo il nostro presente. Appunto, lasciamo il nostro presente.

I Social sono come il coltello, ci puoi tagliare il pane e spalmarci la nutella o tagliartici le vene depresso per la più bella. Quando avrai finito, passami il coltello e non mangiarti tutta la nutella.

 Quando sei connesso nel web sei sconnesso nella vita

Vogliamo finalmente capire che non possiamo essere presenti in due posti simultaneamente? L’ubiquità come il multitasking sono poteri soprannaturali non possibilità. Quando sei connesso quindi, sei sconnesso alla vita. Penso che il vero problema è la mancata consapevolezza di questo. L’illusione di essere in più posti e fare più cose ci gioca brutti scherzi.

Mi chiedo spesso quanto la mia connettività mi precluda il vivere reale. Dall’aspetto più pragmatico del fare le cose, al più intangibile dell’essere presente completamente nel mondo vivendo il qui e ora. Questi dubbi mi portano a razionalizzare le mie azioni sul web. Per quanto sono presente su tutti i Social, mi sforzo di destinare un tempo preciso alle mie attività sulla rete.

Parliamoci chiaro, i Social sono la palestra del nostro ego. Abbiamo un fottuto bisogno di essere riconosciuti, visti, cercati, nominati e taggati. Un giorno saranno state studiate vere e proprie patologie derivanti dall’abuso di internet. Nessuno purtroppo ci ha istruito al corretto utilizzo della tecnologia che ha trasformato radicalmente il nostro modo di vivere.

Torno ora alla mia esistenza reale fatta di cose reali,di una semplice vita, vera.  Non sono figo, non sono dotto, non sono ricco, sono solo uno che si fa tante domande. Pertanto, cercherò di non ostentare niente di più di quello che realmente sono: un mediocre in continua evoluzione. Quindi vi prego, se mai cadrò nella trappola dei Social, non credete più a quello che scrivo e mandatemi pure a fanculo. Ve ne sarò grato.

A presto, che non sia tardi!

[pezzo consigliato dopo la lettura]

 

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