27Feb

Si chiamava Pio

Ci sono persone eccezionali che passano e lasciano il segno, uno di queste si chiamava Pio..

Pio non doveva nascere perché sua mamma Lucia era ammalata durante la gravidanza. Solo la fede ed una lettera scritta a Padre Pio, allora in vita, era quanto a Lucia restava a cui aggrapparsi. La lettera ebbe una risposta, Pio sarebbe nato e Lucia salva.

Il bambino nacque e non poteva che chiamarsi Pio.
Pio, come la grande fede della madre.
Pio, come un essere stupendo.

Ho avuto la fortuna di conoscere quel bambino. Sono stato influenzato da lui e dalla sua grande vita da adulto. Ognuno di noi è destinato a lasciare qualcosa, Pio mi ha lasciato il suo spirito, la sua determinazione, l’essere creativo ed il saper sognare ad occhi aperti.Gran parte di quello che oggi sono lo devo a lui. Amo pensare e credere che un pezzo di me e di tutta la mia personalità si chiama Pio ‘Scingiapaje’ (soprannome della mia famiglia).

Le persone che se ne vanno prima di noi sono destinate ad innalzare la nostra consapevolezza, e forse è proprio questo il motivo della nostra vita fisica. Il significato profondo di quello che lasciamo è la ragione stessa di tutta l’esistenza e del creato.

Non credo nelle storie scritte dagli uomini, che si chiamino sceneggiature,  religioni o super cazzole, ma credo in quello che fanno gli uomini. Credo nei sentimenti, nelle azioni e nel significato che si cela dietro ogni cosa. Credo nell’Amore.

Oggi purtroppo sono triste, molto, troppo. Il bambino di nome Pio Di Francesco era il fratello di mio padre. E quello zio a cui tanto assomiglio, giovanissimo, oggi alle 7 di mattina è stato sopraffatto da un male che non merita nemmeno di essere pronunciato. Nel mio profondo dolore, condivido con voi quanto da anni continuo a recitare in un mio mantra che regalai al povero dolorante Pio già tanto ammalato:

Oh Dio concedimi la serenità per accettare quello che non posso cambiare,

il coraggio per cambiare quello che posso e la saggezza per capire la differenza.

Oh Dio ti prego, concedimi anche nella tua bontà la serenità di accettare come hai fatto tu questo mondo così com’è, e non come vorrei che fosse.

Mi abbandono con fiducia alla tua volontà perché tutto quello che mi accade nella vita, è sempre la migliore cosa che mai mi possa accadere.

Mi hai insegnato che la sfortuna e la sconfitta non esistono ma sono solo preziosi insegnamenti.

Ricordami che tutto quello che non capisco serve a lasciar accesa la mia curiosità e che la responsabilità di quello che mi succede è sempre la mia.

I ‘’problemi’’ servono a rendermi le cose più divertenti ed i ‘’nemici’’ sono dei maestri travestiti che vogliono insegnarmi qualcosa.

La sofferenza è il mezzo più veloce per farmi evolvere e la morte terrena sarà solo il raggiungimento della consapevolezza del mio vero essere spirituale.

Grazie a questi insegnamenti, trovo valore e significato in ogni cosa che mi accade e se quello che mi aspetto non accade, allora sta accadendo qualcosa di migliore ma che (forse) ancora sto comprendendo.

Solo la chiarezza precede la verità ed il  successo e, in ultima istanza, fa’ Oh Dio che io possa essere ragionevolmente felice in questa vita e completamente felice in eterno con te nella prossima, Amen.

                                                                                                          – al mio Zio Preferito – Nino

La morte a livello razionale non si può accettare, aspetto nel silenzio del mio dolore di comprendere ripetendomi ancora e ancora e ancora; La sofferenza è il mezzo più veloce per farci evolvere e la morte terrena sarà solo il raggiungimento della consapevolezza di noi esseri spirituali”.

”Zio, adesso che hai abbandonato l’involucro che ti legava alla terra, al dolore, ai tuoi sensi precari e mortali, puoi tornare ad essere quello che eri prima di arrivare al mondo materiale frutto dell’amore di nonna Lucia e nonno Nino, libero essere senza bisogni, senza paure, senza tristezza, senza rancore.”

Che beffa la vita, quando ci pensiamo di avere tutto di colpo rimaniamo a mani vuote a disperarci contro un cielo grigio. Solo i nostri affetti e tutti i ricordi carichi di amore ci rendono vivi, la morte è solo un cazzo di inganno della nostra fottuta percezione!

Mi auguro che un giorno tutti noi capiremo il vero significato dell’esistenza e la morte non sarà più un distaccamento ma un ritorno.

affinché la morte non sarà più un distaccamento ma un ritorno.

A presto Zio.
[pezzo ascoltato mentre scrivevo: Damien Rice – Elephant]

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One comment

  1. Ho comosciuto per bocca d’ altri questo uomo di cui si diceva un gran bene, scopro solo ora che era tuo zio, non sono tipo da frasi di circostanza e non lo diventero’ ora per dire frasi senza senso su qualcuno che non ho avuto il piacere di conoscere. Semplicemtne condoglianze

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