1Mar

Vivere di Rimorsi o morire di Rimpianti?

Uno studio recente fatto su malati terminali nell’ultimo stadio, riporta chiaramente come le persone che stanno perdendo la cosa più importante, ovvero la loro unica e speciale vita, tendano a dichiarare gli stessi pensieri…

”Vorrei ora tanti rimorsi e nessun rimpianto!”

”Avrei voluto fare..essere..avere..”
”Avevo tanti sogni nel cassetto..”
”Non ho vissuto la vita che avrei voluto vivere!”

In questi giorni è morto il mio caro zio Pio, e visto che le persone che se ne vanno prima di noi sono destinate ad innalzare la nostra consapevolezza, la mia evoluzione scalpitante continua a chiedersi sul significato della vita. La morte, forte potente e definitiva di un nostro caro, ci riporta immediatamente al percepire il vero valore di questo passaggio. Motivo per il quale voglio ora approfondire quanto di più importante noi esseri umani  possiamo fare, vivere consapevolmente.

Il mio grande amico nonché avvocato Luigi, mi raccontava ultimamente del padre che, nonostante stesse vivendo i suoi ultimi  giorni di vita, sulla sedia a rotelle tutto ammalato, all’improvviso un giorno gli chiese una sigaretta. Aveva smesso di fumare da un’infinità di tempo, ma con la naturalezza di un bambino stava facendo una richiesta che il figlio non poteva che accogliere. Questa semplice azione mi ha fatto commuovere, immaginandomi quella povera anziana persona che voleva ricordarsi di un piacere passato. La percezione che abbiamo del mondo e di tutte le cose cambia drasticamente se i nostri respiri sono contati. Ma il fine ultimo, forse, è il più semplice di tutti: arrivare alla fine di questo percorso con il sorriso sulla bocca.

Perché quindi dobbiamo aspettare la morte per fare ed essere quello che vogliamo? Mi appassionano e spaventano terribilmente le dinamiche della vita. Come quando stai per morire in un incidente. Dici ”Da oggi in poi, sarò prudente e andrò sempre sotto i limiti di velocità!”. Sì, i primi momenti che sei spaventato, vai a 30km/h e sei estremamente prudente, poi la vita riprende normale, i tuoi ricordi dell’incidente si indeboliscono e tu sei di nuovo, con cellulare e sigaretta alla guida, convinto che tutto va bene e le cose succedono agli altri, col cazzo!

Purtroppo, fino a quando diamo per scontata la vita e tutto quello che ci accade, la nostra stessa esistenza perde di valore. Se quello che ti succede ti accade per caso, la brutta notizia è che il caso non ha nessun significato. Per questo amo ripetere che:

Niente accade a caso, tranne se vivi una vita a caso.

E’ sicuramente meglio avere il rimorso di aver compiuto degli sbagli, ma aver tentato ed imparato, piuttosto che il rimpianto di non aver fatto un’ azione senza mai sapere come sarebbe andata. Io stesso sono sempre stato un maniaco del controllo, tutto sempre doveva essere al proprio posto, andare nella giusta direzione. Se faccio questo ottengo quest’altro, se mi comporto in un certo modo potrò fare e ottenere certe conseguenti cose, e se non mi scompongo la vita sarà come una passeggiata nel belvedere della mia città. Cazzate, tante cazzate.  Poi arriva un certo giorno, che di certo ha solo l’incerto, in cui la vita ti cade addosso e ti accorgi di essere un precario mortale in una vita troppo spesso banale.

Anche in questo caso ci torna utile la mitica legge della scarsità di R.Cialdini – tutto quello che è scarso aumenta di valore – fino a quando avremo in abbondanza, vita, soldi, salute, rapporti, sarà difficile attribuire a questi il vero valore. Bisogna essere affamati, cazzo! Avere la fame anche dopo aver mangiato, la fame di vivere, sperimentare, mettersi in gioco e sorridere alla sorte. Affinché, quando arriverà il tuo momento sarai  pronto ad accoglierlo.

E tu, rimorsi o rimpianti?

A presto, che non sia tardi!

[pezzo consigliato dopo la lettura: Fuel – Bad Day]
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