16Set

Quando la vita passa troppo in fretta

Ero nella piazzetta vicino casa a giocare, tutto sporco con le ginocchia sbucciate. Avevo dieci anni, non vedevo l’ora di crescere, essere forte, sentire i primi soldi nelle tasche e percepire il rispetto dalle persone… ..di colpo mia madre che mi urla dal balcone ”Nino, Nino, Nino a casa!”, allora il mio nome – come il suono dell’ambulanza che ha sempre ironicamente evocato – rapisce la mia attenzione. Sgocciolante di sudore mi giro, e di colpo tutta una vita mi passa davanti. Ho trentacinque anni, maledizione, dove sono stato tutto questo tempo?

Il rumore del tempo può svegliarti da un lungo sonno

E’ proprio quando il tempo inizia a far rumore, quando increduli ci accorgiamo di essere invecchiati, quando vorremmo riprenderci cose che ormai sono passate, che abbiamo l’opportunità di svegliarci da un lungo sonno. Il sonno di una vita addormentata, vissuta nel passato o nel futuro:

”Quanto mi sono divertito e quanto mi divertirò un giorno.”
”Ai miei tempi era tutta un’altra cosa!”
”Prima si stava meglio…”
”Sarò felice e realizzato solo quando succederà quella determinata cosa.”

Quanto, quando, prima, dopo, che palle! Malinconici Visionari oserei definire. Persone, come me, che transitano la propria esistenza in un luogo che non esiste. Il limbo tra il passato ed il futuro. Lo stato di insoddisfazione perenne, la confusione dei sensi.

Io, più che malinconico sono un visionario, nel senso che vedo i miei obiettivi ovunque. Mi ci addormento la sera, mi svegliano la notte e mi assillano tutti i ‘santissimi’ giorni. Ritengo molto utile vivere con chiari obiettivi, ma solo se non ci si dimentica di gustarsi il percorso, che è proprio quello il vero senso profondo di avere un senso nella vita.  Diciamo pure che sarebbe giusto quindi…

..puntare alla luna per cazzeggiare tra le stelle!

Quando è stata l’ultima volta che hai vissuto?

Scusate la provocazione, ma per ‘vivere’ alludo all’accezione più profonda del termine. Ovvero, respirare, odorare, percepire, ascoltare, gustare, osservare, ansimare. Sensazioni che devono naturalmente avvenire nel ‘qui ed ora‘ per rappresentare la vita, quella vera. Non si può vivere in altri momenti, si può solo ricordare o immaginare cose che forse un giorno accadranno, o molto più probabilmente rimarranno parcheggiate in doppia fila nella nostra intasata neurologia.

Corriamo tutti da una parte all’altra, sapessimo la direzione!

Allora, in ultima istanza, fermo il mio gps e mi guardo intorno. Che bel panorama, non mi ero accorto di tutta la bellezza che ho sempre avuto intorno. Voglio tornare a mangiare dolcemente affamato, leggere terribilmente incuriosito, correre con la pelle d’oca,  fare l’amore per la prima volta, sorridere a bocca aperta e non smettere di credere che ogni giorno non finisca mai.

E tu, cosa stai aspettando?

A presto, che non sia tardi!

[pezzo consigliato dopo la lettura]

 

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