11Mag

Quando la vita ti fa male

La vita spesso ci fa male, ma quando ne capiamo il significato tutto quanto può cambiare.

Ti racconto una storia..

Spesso la scelta più difficile è l’unica da farsi

Avevo un paio di scarpe da running comodissime, scelte per un colore che mi ricordava gli occhi bellissimi di mia madre, e per il fatto che quando le mettevo mi sentivo un supereroe.

Ho rincorso tante strade con quelle scarpette che hanno vissuto il mio passaggio da corridore a casaccio a corridore all’arrembaggio. Fino a quando una ripetuta infiammazione plantare, che irrompeva ogni volta che facevo tanta strada, mi fece capire che quelle scarpe erano ormai da cambiare.

Malinconico, compro poi le nuove scarpette, le metto subito e vado a correre. Purtroppo però, al termine della prima corsa avevo un piede dolorante e addormentato. A quel punto non potevo che pensare e ripetere questo nella mia testa: ”Cazzo, erano meglio le mie adorate vecchie scarpette magiche!”.  Non riuscivo a capire. La realtà, per quanto difficile da accettare: l’infiammazione plantare era più sopportabile dei piedi doloranti addormentati. Cioè, le scarpe vecchie erano la scelta apparentemente migliore da fare per le prossime corse. Ma da neofita della corsa, ignoravo che le scarpe nuove vanno alternate fino a quando queste non si modellano ai tuoi piedi. Il dolore va interpretato.

La scelta più difficile, ovvero quella di lasciare delle scarpette a cui ero affezionato per nuove scarpe che mi facevano più male e con cui non avevo ancora un trascorso, era l’unica da farsi. Conseguentemente, appena il mio corpo ha iniziato a riconoscere le nuove scarpe, non avevo più dolori e infiammazioni varie.

Quali ‘scarpe’ continui a calzare?

Il dolore, qualunque esso sia, è un segnale. Per le mie prime scarpe vecchie era costituito da un’infiammazione plantare. Avrei potuto ignorare la cosa e continuare a correre senza cambiare mai scarpe o rinunciare alle nuove al primo dolore. Ma la sofferenza va codificata. Il secondo dolore, quello delle scarpe nuove, era invece un segnale di un cambiamento, in meglio.

Dobbiamo interpretare correttamente i segnali che ci invia la vita

L’unico modo per interpretare correttamente questi segnali è farsi tante domande e sviluppare una grande consapevolezza.

Oggi, ad esempio, sono dolorante incazzato perché il mio corpo non ha risposto come volevo ad una gara fatta. Allora mi faccio delle domande importanti per capire cosa mi vuole dire il dolore e la sofferenza che ho sperimentato in gara:

Mi sono allenato male? Mi sono allenato troppo? Ho mangiato male? Sono partito a razzo per finire a …?
Cosa avrei potuto fare che non ho fatto? Cosa avrei potuto fare di meno? Cosa avrei potuto fare di più? Cosa avrei potuto evitare di fare?

Così per tutta la vita

Una relazione che fa male?
> Chiediti perché ti fa male? Quale messaggio ti sta inviando quel dolore? Qual è la scelta migliore da prendere?

Un’amicizia stretta?
> Perché deve starti stretta un’amicizia? Non sei tu a scegliere? Masochista o cosa?

Un lavoro sporco?
> Sei un gangster? Se non ti piace sporcarti allora cosa stai facendo? Perché ti stai sporcando?

Parlate con il vostro dolore.

Adesso è proprio tardi devo andare, ma tu dolore che passi e mi prendi sempre per il culo, sappi che il mio culo è molto grosso.

A presto, che non sia tardi!

[pezzo consigliato dopo la lettura]
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