16Lug

La grande lezione di questi Mondiali

Mi sono appassionato di questo importante appuntamento calcistico, perché mai come quest’anno i mondiali hanno rispecchiato appieno la situazione attuale del mondo in cui viviamo.


La prima e più dolente parte della lezione è rivolta a noi italiani. Fuori dai giochi per primi, nonostante nel nostro paese si parli solo di calcio, e tutti gli altri grandi sportivi che abbiamo al massimo si prendono un trafiletto di second’ordine su qualche più attento giornale sportivo nazionale. Sapevate ad esempio che abbiamo appena vinto a Tampere la staffetta maschile Under 20?

Il motivo? Stiamo dormendo sugli allori, pensando ancora alla storia, alle glorie passate. Il silente trambusto dei paesi emergenti, armate di sportivi che si allenano h24 e flotte di lavoratori affamati che parlano perfettamente un paio di lingue con prestigiosi MBA sulle spalle, ci desterà di soprassalto dal nostro lungo sonno. Una bella dormita di bamboccioni che, morti i nonni, stanno per finire gli ultimi risparmi accumulati dai poveri genitori che dopo una vita di stenti ora boccheggiano alla pensione.

Per il resto cosa è successo? La Croazia che ha il doppio della popolazione della sola Parigi – 17 volte più piccola della Francia, ha rischiato di vincere il mondiale arrivando seconda. Il Belgio, poco più grande rispetto della Croazia invece si è accomodata di grande diritto sul terzo di posto.

Però hanno vinto i Francesi, i più grandi nazionalisti che ci sono al mondo. Per chi non lo sapesse, le prime manifestazioni del nazionalismo ci sono state nella Rivoluzione Francese e se andavate in Francia una ventina di anni fa, era impossibile trovare qualsiasi cosa che non fosse transalpino! Adesso però vincono loro, i nazionalisti con una formazione di africani.

E’ tempo di svegliarsi.
#mondialidicalcio #russia2018 #globalizzazione

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