12Apr

La crisi

(Quando i maiali perdono peso)

”Come va?”
”Male, lasciamo perdere”

”Dai, raccontami…”
”Non arrivo a fine mese, tra i corsi dei miei figli, la settimana bianca, il bollo e l’assicurazione del mio Suv, la Cinquecento di mia moglie, la Microcar del mio figlio di sedici anni e la Vespa della mia piccola di quattordici. E poi, la televisione a pagamento, le boutique del centro, per non parlare del mutuo della reggia di Caserta che ho appena acquistato..”

”Capisco, mi hai descritto in breve il concetto di ‘crisi’. Dimenticavo, vaffanculo.”

La crisi è dentro di noi

Che bello tornare a parlare di crisi. Ma voglio ora parlare solo a maiali che stanno perdendo peso (come nella foto del’articolo), quelli che si lamentano perché non possono più abbuffarsi. Partiamo però dal presupposto che il porco della foto, per me, è figo. Siamo abituati a valutare l’abbondanza come normalità,

l’essenziale sfugge troppo spesso alla nostra percezione.

Questa volta ci vado duro, ma non parlo a tutti, parlo solo:

  • a te che mangi, bevi, ti vesti, dormi sotto un tetto, sei in perfetta salute e hai l’assistenza medica per quando non stai bene. E nonostante questo rompi i coglioni che le cose ti vanno male.
  • a te che ti lamenti del prezzo della benzina e metti l’impianto gpl al Cayenne . Oppure, al tuo amico che mi chiede il suv al costo di una Fiat Punto usata e vai poi in paranoia per il bollo e l’assicurazione che non si può permettere.
  • a te che sei incazzato perché hai appena iniziato a pagare le tasse, la normativa antiriciclaggio è stata ideata proprio per le persone che ti assomigliano. Sì, gli esercenti dovrebbero tutti pagare i contributi!
  • a te che hai acquistato una casa di 200mila€ e guadagni uno stipendio mensile di 1.000€, e poi non sai come pagare il mutuo. Cazzo, il mio appartamento è di 50mq, non ci vedo il mare, non ci vedo le montagne, non ci vedo una mazza, non sono in centro, ma non finirò di pagarlo dall’oltretomba. E soprattutto, non mi lamento. Anzi, se volete venire, ci facciamo un campari bitter prosecco fuori il balcone, mentre sparo un po’ di cazzate.
  • anche a te che fai polemica sulle difficoltà di sposarsi ai tempi d’oggi e poi hai fatto la sfida a fare il matrimonio più sfarzoso, vincendo la gara a chi butta più pietanze e sputtana più soldi possibili. Tanto con gli sponsor (mamma e papà) i soldi si possono pure buttare. E poi, hai continuato la tua cazzo di lagna proseguendo la sfida post matrimonio: ‘arredamento della reggia’. La tua cucina da 15mila € è piazzata bene nella classifica, ma occhio agli elettrodomestici scelti, il forno a legna integrato nell’angolo bar è poco rifinito, potresti non vincere.

Adesso che hai capito che ti sto parlando, dimmi che ora fa il tuo presunto Rolex e abbassa l’iphone 5S. Con quelle grandi cuffie fighette non riuscirai a sentire questo: la crisi è dentro di te ogni volta che ti lamenti.

Non voglio giudicarti, è la tua coerenza che ti farà giustizia.

Uscire dalla crisi

Avrei potuto dirvi del mio attico, della mia ferrari, del mio Rolex e surrogati, ma poi avrei rischiato di raccontare futili cazzate e lamentarmi come tutti gli altri, perché come recita la legge di Parkinson:

all’aumentare del reddito aumentano proporzionalmente i consumi

E quando aumentano i consumi noi torniamo, per assurdo, ad essere più poveri di quando eravamo meno ricchi.

Illuminato dopo aver corso lungomare , vi svelerò ora come uscire dalla crisi.  Ribaltare la legge di Parkinson: aumentando il reddito e diminuendo proporzionalmente i consumi. O più semplicemente, mantenendo lo stesso reddito abbassando comunque i consumi per scelta. Infatti, il vero concetto di ricchezza è: guadagnare 10 e spendere, per una vita decorosa, meno di 10. Più diventiamo ricchi e maggiore potrà essere la nostra consapevolezza di cosa è veramente importante. Di colpo, tutte le cose verso le quali stavamo correndo, perderanno di attrattiva. I soldi e le cose materiali sono un mezzo, non il fine.

Ho sempre detto di volere i soldi per non pensare ai soldi

Teniamoci la nostra vita perfetta, anche e sopratutto quando siamo felici senza nessun motivo preciso. Senza grandi cose, senza dover sempre spendere e dipendere, ma solo con quanto di gratuito la vita ha da donarci. La felicità non si paga, si riceve gratuitamente solo se il nostro cuore è aperto ad essa.

Ti auguro di uscire dalla ‘crisi’, ti auguro di essere felice, ti auguro di avere tutti i soldi del mondo per capirne poi il vero valore e donare tutto agli altri.

A presto, che non sia tardi!

[pezzo consigliato dopo la lettura]

 

 

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