15Ott

Il buio non è così buio

Ho scoperto che il buio non è così buio, anzi, non lo è affatto..

La terza sveglia suona più autoritaria che mai, sono le 4:20am, dove per am intendo concetti più ampi dello specificare solo un orario tenebroso: #addiomorte #adessoomaipiù #amen. La forza di gravità mi ragguaglia subito, apoteosi di dolori che mi ricordano l’esistenza di ogni singolo pezzo di carne aggrovigliato a tendini muscoli, ossa, qualcos’altro e poco grasso – io. Il caro prezzo dell’agonismo.

A tentoni per le scale, da un terzo piano percepito alla terza, strofinandomi qua e là come per riprendere il contatto con l’ambiente, con il solido, con la vita. Vado alla cieca semplicemente perché tutto è così difficile, anche il solo aprire occhi refrattari, preferisco la vecchia scuola per non vedenti occasionali: sbatto, riprendo, sbatto, procedo. Sempre lo stesso buco nello stomaco, come Gesù al quarantesimo giorno di astinenza dal cibo, anche io oggi ‘ebbi fame’.
L’occlusione oculare persiste, evito di accendere qualsiasi fonte luminosa,  è tutto così buio che non percepisco la mia presenza. Mi fido del fatto che sono ancora vivo per merito degli ululati di Tina, ogni ambulanza che passa lei – a metà tra una mucca ed una pecora, si dispera. Che ossessione le ambulanze, che amore il mio Pastore Abruzzese.

Tutto buio, tutto silente. Ci sono solo i tanti pensieri, che dopo aver fatto una fila scomposta nella mente addormentata, irrequieti sobbalzano da una parte all’altra, vorrebbero uscire ma ho appena aperto gli occhi e no, non voglio pensare, non ora. Veloce verso la doccia, termoventola a tutta, apro l’acqua e ansimo mentre aspetto che la temperatura bollente trasformi il mio bagno in una sauna. Sorrido perché mi dimentico che è arrivato l’inverno, il freddo, i denti che sbattono, la pelle che si torce, il buio.

Meteoropatico d’eccellenza, cerco di abituarmi per la trentottesima volta nella mia vita all’avvicendarsi delle stagioni rigide. Tutto pronto al consueto rituale per il risveglio prima di andarmi ad allenare: bollente doccia buia.

La rivelatrice bollente doccia buia

E’ tutto così buio che ora non vedo proprio niente.

Mi ricordo allora le lontane parole di mia madre che mi dicevano puntuali ad ogni mia bollente doccia buia ‘’Come fai a vedere al buio? Ti accendo la luce?’’.

E ogni volta alle stesse domande la mia identica risposta
‘’Lasciami al buio, aspetto che la luce arrivi da sola.’’.

Anni di docce al buio mi hanno fatto scoprire che il buio non è così buio se solo sei in grado di aspettare che arrivi la luce. E’ incredibile, quando siamo al buio, se non fuggiamo da esso ma lo accogliamo, presto arriverà la luce, e quello che era uno spiraglio diventa bagliore. Non è una supercazzola da self help di piazza o da tascabile per tasche alla moda, ma il buio non è affatto così buio in tutti i sensi possibili. Anche nella notte profonda i tuoi occhi amplificheranno qualsiasi fonte di luce, pure la più impercettibile.

La stessa cosa succede nella nostra vita ogni volta che il buio ci oscura la strada e noi vogliamo che qualcuno subito ci accenda la luce, no, dobbiamo prima accogliere quello che ci sta succedendo, accettare il buio e poi cercare quello spiraglio.

Sei al buio di una separazione? Cerca la luce nella tua capacità di amare.
Sei al buio nel tuo lavoro? Cerca la luce nei tuoi talenti.
Sei al buio da un infortunio? Cerca la luce nella tua capacità di rialzarti e diventerai ancora più forte.

Sei al buio perché ti hanno staccato la luce? Paga la bolletta, accidenti.

E’ l’ordine temporale che ci porta a vedere la luce, ricordandoci ogni volta che il buio è stata la cosa migliore che ci poteva mai capitare.
Ti auguro di accogliere tutto il buio, aspettare e poi inseguire la tua luce, perché una volta trovata, questa illuminerà anche la strada di chi ti passerà vicino.

A presto, che non sia tardi.
>condividi anche tu l’esperienza della bollente doccia buia, ma se sbatti e ti fai male non mi citare in giudizio.

[brano consigliato per la lettura]
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