16Dic

In cosa credi?

Il credente non praticante > ”Io credo ma non pratico, evita di parlarmi della Chiesa!”

Il praticante non credente > ”Veramente pratico, non credo, ma non dirlo a mia moglie”

Il credente ignorante > ”Certo che credo in qualcosa, ti prego però, non chiedermi in cosa si tratta perché non lo so nemmeno io.”

L’agnostico credente > ”Non credo nelle storie, anche se qualcosa di più grande che ancora riusciamo a dimostrare deve esistere”

L’agnostico puro > ”L’esistenza di un Dio creatore non è dimostrabile, pertanto, non è possibile affermarne l’esistenza”

Lo spirituale > ”Siamo energia parte del tutto, gocce d’acqua che torneranno ad essere cascata, fiume, mare, oceano, creato.”

Spirituali Pragmatici (Io) > ”Credo e mi impegno nel dare un significato funzionale a ciò che mi accade, continuando a ripetermi; tutto quello che nella vita mi succede è la migliore cosa che mai possa succedermi. Rischio di illudermi, ma con il sorriso e la pelle d’oca.”

E tu?

 

Allenamenti esistenziali

Questa mattina alle sette, dopo un consueto allenamento quotidiano, grondanti di sudore, intreccio con i miei scalpitanti compagni di corsa domande esistenziali, di quelle che ti attanagliano sempre..

Lo sapevi che nel preciso momento in cui uno muore, ci si alleggerisce di qualcosa a cui nessuno è riuscito a dare una spiegazione scientifica? In molti ipotizzano che quel peso mancante è rappresentato dalla nostra anima. Ma il punto dove voglio arrivare in questo articolo non è rappresentato da ipotesi sulla correttezza di una religione rispetto altre. Voglio affermare la nostra entità superiore dei nostri sensi e spingermi oltre il muro di cinta che divide i credenti dagli agnostici. Barriera quasi sempre invalicabile, costituita da mattoni – messi troppo spesso da qualcuno o dal caso – chiamati convinzioni.

Credenti per caso

Credi nella religione Cristiana solo perché la tua famiglia ti ha indottrinato a questo credo? E se fossi nato in un altro posto, altra famiglia, altra religione di appartenenza? Ti sei mai chiesto se quello in cui credi è il frutto di una tua scelta consapevole, piuttosto che una casuale coincidenza? Perché credi in quello che credi?

Quando ero piccolo mia mamma, ultra cristiana cattolica professante, se la domenica mattina non gli dimostravo di essere andato a messa, mi impediva di andare a giocare poi nel campetto vicino casa. Per fortuna, la fregavo sempre perché mi facevo raccontare dalla gente che usciva, a fine funzione, qualche parola chiave dell’omelia domenicale.

Questo, tuttavia, aveva sviluppato in me l’abitudine e la familiarità che ormai avevo acquisito nei confronti della loro religione. Stavo incominciando a dare per scontato un credo che non era il mio e che soprattutto non avevo scelto. Mi facevo il segno della croce ogni volta che passavo di fronte una chiesa o prima di mangiare, e pregavo quando ero spaventato dalla vita.

Crescendo, anche la mia consapevolezza prendeva il sopravvento e le domande si facevano sempre più forti,  più ridondanti. Un giorno, mi sono svegliato di sobbalzo da un letto di convinzioni troppo comode e improvvisamente ho capito che non stavo scegliendo quello in cui credevo, l’avevo semplicemente assorbito dai miei genitori.

Allora ho incominciato a cercare, leggere, sperimentare. Non volevo essere un credente per caso.

Ricerca la tua spiritualità

Fatta eccezione se appartieni alla schiera dei Credenti Ignoranti, preferendo ignorare e basta, illudendoti che qualcosa o qualcuno un giorno si svelerà a noi tutti, sarebbe il caso di chiederti se il tuo credo ti appartiene e, più di ogni cosa, se ci credi veramente. Io, purtroppo, non ho soluzioni  da impacchettarti ma solo qualche parola di troppo per arrovellarti cervello e neurologia annessa.

Sei un credente per caso, solo se vivi una vita a caso.

Ti auguro tutta la fede possibile e di evangelizzare il mondo con la tua parola, la parola di un vero credente. Che la tua fede sia ispirata dal figlio di un falegname, da un principe redento o da tutto il creato, sappi che questo mondo ha bisogno di significato e persone sempre più cariche di quella cosa magica che presumibilmente perdiamo dal nostro corpo materiale quando moriamo.

Ti auguro di scoprire la tua anima, e se proprio un giorno anche a te capiterà di morire, fallo con tutto il significato di questo mondo..

A cuor profondo ma leggero la nostra anima prenderà il volo.

 

A presto, che non sia tardi!

[pezzo consigliato dopo la lettura]
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